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Sicilia, 9 Giugno 2002 La fine del Millennio è stata una tappa di grandi cambiamenti e di rinnovamento all’interno dell’Associazione della GMV in tutto il mondo. Un nuovo sole splende per i giovani, un nuovo cammino si apre per loro. In questo mio intervento vorrei presentarvi alcuni dei passi più significativi che la Associazione ha compiuto negli ultimi quattro anni. I. IL CAMMINO PERCORSO DALLA GMV 1997 Incontro della Associazione: Parigi, mese di agosto. Si organizza il Forum dei responsabili di 48 paesi con il Direttore Generale, P. Robert Maloney, che presenta il programma delle attività da quel momento fino al 2000. 1998 Creazione del Consiglio Nazionale provvisorio costituito da: P. Robert Maloney, Director General; P. Benjamín Romo Sub-Director General, Sor Margaret Barret HC, Edurne Urdampilleta (España), Anna Salis (Italia), Danuta Peakers (Polonia) y Gladis Aby Said de (Líbano). Presentazione degli Statuti Internazionali ai Consigli Nazionali per la loro revisione, ancora in fase di redazione. 1999–2000 Nel mese di Gennaio, a Roma, viene realizzata la prima riunione del Consiglio Internazionale provvisorio della GMV. Lo scopo principale: l’elaborazione degli Statuti Internazionali. I Paesi cominciarono a preparare i loro propri Statuti basati su quelli Internazionali. Requisito per partecipare con diritto di voto nella prima Assemblea Internazionale. Periodo di preparazione della prima Assemblea Internazionale della GMV. La nomina del Consiglio Internazionale. I membri laici nominati per il Consiglio furono: Presidente: Membri del Consiglio: Elaborazione di un Documento Finale che evidenzi le linee di azione per l’Associazione nel mondo per i cinque anni successivi. Voi conoscete queste linee di azione? La realtà oggi: La GMV ha una storia e una tradizione che costituiscono la sua ricchezza La GMV è un’Associazione Internazionale presente in 62 paesi, tra questi, 37 hanno i propri Statuti approvati e in tutto il mondo conta 64.500 membri registrati nel Segretariato Internazionale. La GMV è stata creata per formare i suoi membri ed impegnarli nell’apostolato dell’evangelizzazione e del servizio concreto in favore dei poveri. II. LE SFIDE NEL CAMMINO DELLA GMV IN ITALIA Il rinnovamento che la GMV ha cominciato spinge voi, giovani italiani a intraprendere con entusiasmo, speranza e coraggio un cammino nuovo in tutti i sensi. Dovete sognare un’Associazione giovane, vivace, attuale e impegnata con la missione della Chiesa. Anch’io vorrei accompagnarvi in questo cammino e condividere con voi alcune sfide che dobbiamo affrontare per rendere reale questo sogno. Tutto questo è possibile solo con grande sforzo, responsabilità e creatività sia a livello personale che all’interno dei nostri gruppi. Prima sfida: scoprire e vivere l’identità della GMV Ve lo dico chiaramente: la GMV è un’Associazione in particolare per i giovani che nel loro cammino di fede hanno fatto la scelta per Gesù Cristo Evangelizzatore dei poveri nella Chiesa. Hanno Maria come Mediatrice di grazia e modello di “sequela Christi” e San Vincenzo de Paoli come ispiratore nel servizio ai poveri. Finalmente hanno uno stile comune di vita e di servizio segnato dalla carità concreta, dall’umiltà, dalla semplicità e dall’obbedienza. Sappiamo rispondere a chi ci domanda “chi siamo noi GMV”? Alcuni mezzi che ci aiutano a scoprire la nostra identità: Conoscenza e riflessione personale e in gruppo degli Statuti Internazionali e del Documento Finale dell’AG. Approfondimento e rilettura del Messaggio della Vergine a Santa Caterina Labouré. Rinnovare all’interno dell’Associazione la consacrazione affinché ci aiuti a valorizzare di più il nostro senso di appartenenza ad essa. Per questo si dice nel Documento Finale che: Favoriremo e approfondiremo la Consacrazione propria dell’Associazione come segno di appartenenza, utilizzando la stessa formula in tutte le Associazioni Nazionali (DC 3,3) Studiare e riflettere sui documenti che il Consiglio Internazionale ci offre come mezzi per la nostra formazione propria nell’Associazione. Seconda sfida: vivere la dimensione ecclesiale della GMV Nel Documento Finale troviamo questo impegno: “Animeremo tutti i membri dell’Associazione perché, in modo organizzato, facciano del loro apostolato un servizio di Chiesa, collaborando con altri animatori della pastorale e in contatto diretto con i poveri (DC 5.1). Terza sfida: Organizzare programmi di formazione iniziale e permanente Nel Documento Finale: “Ci impegneremo con creatività, sia a partire dal Segretariato Internazionale che dai Consigli Nazionali, ad elaborare e a condividere materiale di formazione semplice, preciso e attraente, in modo che ci aiuti nella formazione dei membri dell’Associazione”. (DC 2,2) Convincetevi: la formazione è il cuore dell’Associazione. Abbiamo urgenza di rinnovare la nostra mente e il nostro cuore. La formazione ci porta a una conoscenza più ampia in tutti i sensi. Di fatto essa ci apre a nuovi orizzonti, ad essere creativi e inventivi nei nostri rapporti personali e nei nostri progetti di servizio ai poveri. La formazione infatti ci dà qualità in tutti i sensi. Avete qualche progetto di formazione a livello locale, regionale, nazionale? Quali sono? Come si possono migliorare e attuare? Quarta sfida: vivere l’apostolato proprio dell’Associazione Dal Documento finale prendiamo queste parole: “Nella nostra missione, faremo l’annuncio e la denuncia profetica a partire dalla coerenza e dalla testimonianza profetica. Allo stesso modo, saremo fedeli, con la vita, allo stile mariano e vincenziano che deve caratterizzarci: semplicità, umiltà e carità pratica” (DC 4,1). La GMV offre quattro spazi concreti per vivere il suo apostolato e la sua missionarietà, non sono gli unici, ma mi sembrano i più importanti. Missionari dei giovani. Il Documento Finale ci dice: “Creeremo progetti di servizio e di apostolato che permetteranno di raggiungere i giovani e, in modo speciale, quelli che sono in situazione di rischio” (DC 5,3). Questa è la missione della GMV: essere missionari dei giovani, in particolare di quelli in situazione di rischio. Siete Giovani per i giovani. Formazione dei gruppi. Siete chiamati a crescere e a trasmettere ad altri la vostra fede, il vostro carisma, perché solo quando condividiamo cresce in noi quello che offriamo. Nella creazioni di questi gruppi sta la base della rinnovazione della vostra Associazione. Missionari nella chiesa locale. Nelle vostre comunità, parrocchie, c’e tanto da fare. Inseritevi nelle attività concrete della vostra comunità: come la catechesi, la liturgia, i gruppi di riflessione sulla Parola di Dio, i progetti di promozione umana e sviluppo sociale… La collaborazione effettiva nelle opere di carità o di evangelizzazione delle Figlie della Carità e dei missionari è parte esenziale della vostra missione. Missioni “Ad Gentes”. Una nota fondamentale della GMV è la missionarietà, e l’essere missionario vuol dire uscire da se stesso per andare verso l’altro. E tante volte Dio ci chiama a servire l’altro che incontriamo al di là delle nostre frontiere territoriali. Lo Spirito oggi suscita nei cuori dei giovani il desiderio di andare in altri paesi per offrire se stessi al servizio dei poveri. Nella GMV sono sempre di più quelli che dopo un processo di discernimento vocazionale scoprono la chiamata. É necessario che alla vostra età siate molto attenti ad accogliere questa domanda e a cercarne la risposta: Cosa voi da me Signore? Per questa ragione il Documento Finale dirà: “Resteremo aperti e disponibili ad andare ad evangelizzare ed annunciare il Regno di Dio là dove Lui e i poveri ci chiamano, decisi ad andare sempre più al di là delle nostre proprie frontiere” (DC 6,3) Quinta Sfida: conoscere, amare, invocare e imitare Maria Leggiamo nel Documento Finale: “Ispirati dal canto del Magnificat, centreremo chiaramente la nostra opzione su Dio, l’Unico Assoluto. I poveri e i più bisognosi, tra i quali prenderemo posto, saranno “l’ambiente” in cui realizzeremo la nostra donazione a Dio (DC 3,2) Più avanti dirà: Elaboreremo sia a livello di Consiglio Internazionale che delle Associazioni Nazionali, il materiale di studio e di preghiera che ci aiuterà ad approfondire e ad attualizzare il messaggio della rue du Bac per i giovani di oggi, in modo da favorire la devozione e il culto alla Madonna, sotto la protezione della Vergine della Medaglia Miracolosa” (DC 3,4) Maria nella Associazione non è un’appendice, è piuttosto una “persona centrale” nella sua spiritualità. Lei è la “Madre”. A lei preghiamo e a lei ci rivolgiamo fiduciosi. É il nostro modello di vita cristiana: da lei impariamo a vivere un vero rapporto con Dio, ad ascoltare e conservare nel cuore la sua Parola. Da lei impariamo che cosa significa l’umiltà e la semplicità evangelica. Da lei impariamo ad essere obbedienti alla volontà di Dio anche se ci costa a volte sacrificio. Da lei impariamo l’importante atteggiamento del silenzio di cui abbiamo tanta sete oggi. Da lei impariamo finalmente ad essere attenti ai veri bisogni degli altri e a rispondere con azioni concrete ed efficaci di servizio. Possiamo forse domandarci: Chi è Maria, la Madonna della Medaglia Miracolosa, per me? Sesta sfida: essere giovani di preghiera Il Documento Finale ci dice: “Faremo della preghiera una parte integrante dei nostri incontri di catechesi e di formazione, di apostolato, di servizio e di evangelizzazione, in modo che arriviamo ad assumerla nella vita quotidiana in maniera naturale e spontanea” (DC 1.1) San Vincenzo, diceva che la preghiera è per il cristiano quello che è l’acqua per il pesce. Da essa dipende la vita o la morte. Pregate sempre, pregate semplicemente, pregate con il quotidiano della vostra vita, pregate in comunità e pregate da soli. Pregate con la Parola di Dio, con i poveri e per i poveri. Com’è la mia preghiera? Negli incontri che noi facciamo dedichiamo un tempo sufficiente alla preghiera? Come possiamo aiutare altri giovani a pregare? Settima sfida: conoscere e vivere la spiritualità vincenziana La spiritualità e il carisma vincenziano sono una ricchezza per l’Associazione. San Vincenzo è attuale. È lui che ci insegna che Cristo è presente nei poveri e che nei poveri incontriamo Cristo. È lui che ci ha detto che il nostro amore verso Dio ha per noi un modo di essere “vero”, cioè l’amore per Dio passa sempre attraverso l’amore effettivo e concreto ai poveri. Vi incoraggio a conoscere e a vivere in questo “stile” che San Vincenzo ci ha lasciato a noi, Famiglia Vincenziana, come la sua preziosa eredità. Ottava sfida: scoprire e vivere con semplicità, umiltà, obbedienza e carità La semplicità consiste nel dire la verità, nel dire le cose come sono senza falsità. Si manifesta attraverso rapporti diretti e semplici. Si manifesta attraverso la rettitudine di intenzione nel fare e nel dire le cose. Semplicità è anche assumere uno stile di vita vicino a quello dei poveri. L’umiltà è il fondamento della santità, di tutta la perfezione evangelica. È il centro della vita spirituale che ci fa riconoscere come creature, cioè limitate e pertanto di essere bisognosi di salvezza da parte di Dio e di aiuto da parte altrui. L’umiltà è gratitudine per tutto quello che abbiamo ricevuto. L’umiltà ci fa capire che tutto è grazia. Finalmente direi che l’umiltà ci porta ad avere una mentalità di “servi”, di persone sempre disponibili al servizio e alla collaborazione con gli altri. L’umiltà è tenere sempre aperte le porte del proprio cuore. Umiltà è mantenere il silenzio di fronte alle provocazioni della vita quotidiana. L’obbedienza virtù che ci porta ad essere sempre attenti per ascoltare la voce di Dio e a seguirla anche se a volte non è chiara o è difficile da attuare. L’obbedienza è sempre a Dio che ha le sue mediazioni umane e questo richiede fede e disponibilità per accettarle. Non abbiamo esempi migliori di obbedienza che Gesù e Maria. La carità è il cuore del Vangelo e la ragione della nostra vita. Siamo nati per l’amore di Dio e per vivere nell’amore. Nella GMV si vive l’amore attraverso le azioni concrete, prima ci amiamo tra di noi e dopo manifestiamo l’amore per Dio nel servizio. Nona sfida: intensificare la comunicazione Viviamo in un mondo globalizzato e chi si isola rischia di morire. La GMV Internazionale ha creato una rete di comunicazione con tutti i paesi e voi GMV Italia siete anche chiamati ad entrare in rapporto con tutti gli altri paesi. Questa unione, che si crea attraverso la comunicazione, sarà nel futuro la vostra ricchezza e la vostra forza. Per voi in questo momento è la sfida più importante dalla quale dipendono quasi tutte le altre: formazione, preghiera, apostolato, ecc. Il Segretariato elabora mensilmente un bollettino con delle informazioni e condivisioni di esperienze fatte nei paesi e che costituiscono una grande ricchezza per la condivisione che viene a creare. Conoscete questo bollettino? Come possiamo fare per avere dei rapporti migliori? Quanto ci possiamo mettere in gioco? Fino adesso non abbiamo una persona che con regolarità possa fare le traduzioni dei documenti, delle informazioni che si elaborano sia da parte del Segretariato e del Consiglio Internazionale. Possiamo trovare dei membri della GMV Italia che siano disponibili a fare questo volontariato in favore dell’Associazione? Dice il Documento Finale: Susciteremo l’interesse di visitare, frequentemente, la pagina web della GMV, come pure quella della Famiglia Vincenziana Internazionale (DC 6,5) Decima sfida: Fare un cammino insime alla Famiglia Vincenziana Guardando e rispettando sempre la propria autonomia come Associazione siamo stati chiamati a stabilire rapporti di collaborazione con altri gruppi della Famiglia Vincenziana, sia per la formazione e sia per intraprendere progetti di servizio ai poveri, ad esempio: “Globalizzazione della Carità: Lotta contro la fame”. Di nuovo nel Documento Finale troviamo questa linea d’azione: Tutti i membri dell’Associazione saranno disposti a conoscere gli altri rami della Famiglia Vincenziana e a collaborare con loro, sostenendosi reciprocamente. I Consigli Nazionali si adopereranno per stabilire una comunicazione periodica con gli altri rami (DC 7,3). Benjamín Romo, c.m. Famiglia Vincenziana |
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