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Temi di Formazione

La Consacrazione Mariana NELL'A.M

Processi Formativi nella Gioventù Mariana Vincenziana

Ruoli e Compiti
degli Assistenti
nella GMV

Presente e futuro della GMV

Maria e San Vincenzo

L’Accompagnamento personale nell’Associazione Mariana

Percorsi Formativi della GMV

Una rilettura del messaggio della Rue du Bac per il nostro tempo

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PERCORSI FORMATIVI DELLA GMV  

Non possiamo parlare di percorsi formativi senza un’adeguata  CONTESTUALIZZAZIONE nel mondo in cui viviamo: QUALI SONO LE CARATTERISTICHE DI QUESTO SECOLO?

 

Þ                    Una cultura segnata dalla comunicazione

Þ                    Un contesto di pluralismo

Þ                    Valutazione dell’autonomia della persona

Þ                    Valutazione di ciò che è democratico, della partecipazione e del dialogo

Þ                    Una cultura pragmatica e critica, segnata dalla scienza e dalla tecnica

Þ                    Un contesto di profonde disuguaglianze sociali.

L’AMERICA LATINA OGGI

A fronte delle caratteristiche prima nominate, per i rapidi e costanti cambi del mondo si presenta un’America Latina con identità cristiana, con una forte pietà popolare, con una importante percentuale di giovani che vivono con la speranza di costruire la civiltà dell’amore, pur essendo coscienti delle sfide che gli si presentano:

  • La corruzione è un problema grave che colpisce le persone, le strutture pubbliche e private del potere e delle classi dirigenti.
  • Il peso del debito con l’estero, frutto di politiche finanziarie speculative e dell’irresponsabilità  di alcuni governanti, aumenta il costo della vita.
  • La globalizzazone aumenta le differenze tra ricchi e poveri dando luogo a una ingiusta competenza che colloca le nazioni povere in una situazione di inferiorità  sempre più accentuata.
  • L’urbanizzazione crescente che crea difficoltà a causa della mancanza di pianificazione.
  • La disoccupazione porta sfortunatamente all’emarginazione e alla violenza; parte di ciò è la forte migrazione che  ha  scatenato la separazione familiare che raggira molti giovani a cercare benessere nelle droghe, alcool, sesso. etc.
  • Una educazione sempre più priviliegiata che esclude la maggior parte dei giovani e bambini che vogliono accedere ad essa però non possono per mancanza di risorse.

Questa situazione critica non deve lasciarci scoraggiare, al contrario, gli incontri e i momenti di riflessione come questo ci devono dare la spinta ad andare alla fonte della fede, per cercare nuove risposte e adottare atteggiamenti che segnino un giusto cambio sociale  di forma decisa e radicale.

RICORDANDO L’ACCORDO DELL’ASSEMBLEA DI ROMA 2000

Di fronte a questa realtà, a partire dalla GMV  dobbiamo formare i nostri giovani affichè siano gli agenti di cambio che vuole l’America Latina.

La 1ª. Assemblea Generale della GMV, celebrata nell’agosto del 2000 a Roma, propose che: “a partire dal Consiglio e Segretariato Internazionale si dovrebbero creare orientamenti generali per la formazione, per tappe di età. Ogni Consiglio Nazionale li dovrà  concretizzare  e sviluppare, a partire dalla  sua realtà e dalle proprie necessità. Tale progetto di formazione a livello nazionale terrà conto, soprattutto, della dimensione umana, ecclesiale, missionaria, mariana y vincenziana” [1].

         Successivamente, dal frutto del lavoro del Segretariato Internazionale, nacque il documento: Processi Formativi nella GMV, che già si conosce, ma che stiamo ancora cercando di dare una forma. La maggior parte di questa presentazione sarà basata su questo  documento, intercalando in essa alcune modifiche che come laico e giovane della GMV considero importanti.

RISPETTO DEL DOCUMENTO “PROCESSI FORMATIVI NELLA GMV” 

          Questo “documento di studio” segna con chiarezza che cerchiamo GMV in materia formativa. In primo luogo, analizza un PUNTO DI PARTENZA: il giovane nella sua situazione concreta. Poi si sviluppa anche un PROCESSO: abbiamo optato per un processo formativo-catechistico, con le sue tappe oggettive. E poi, una meta finale o  ARRIVO: la maturazione della persona e l’integrazione della FEDE-VITA nella comunità cristiana adulta.

         L’itinerario della fede di ispirazione catecumenale che sta sviluppando la GMV in diversi paesi, ha radici storiche dotate di stili propri (come è stato esplicitamente affermato per esempio nell’Incontro Mondiale della Gioventù). Dall’inizio, l’ecclesialità, l’amore per Maria e il servizio ai poveri è stata una costante che si è adattata con facilità, secondo le necessità dei tempi, della realtà sociale ed ecclesiale del momento.

         Come molti ricordano, la storia della Associazione cominciò grazie alla forte esperienza che ebbe Caterina Labourè, Figlia della Carità, nel 1830. Maria le affidò il compito di riunire i giovani in una Associazione che si dedicasse all’approfondimento della fede partendo dalla contemplazione di Maria e che partecipasse alla missione di Cristo e della Chiesa per mezzo una vita apostolica tra la gente più semplice.

Ora, possiamo chiderci:

         “Siamo noi capaci di dare ai nostri giovani, attraverso gli itinerari formativi, esperienze forti che trasformino le loro vite?”...

Questo è l’obiettivo del documento dei Processi Formativi della GMV.

FORMAZIONE PER TAPPE

          Il documento spiega anche a grandi linee le  Tappe del processo formativo:

1ª. Tappa dell’annuncio, e dell’avviamento: dedicata specialmente per la sezione infantile, pre-adolescenziale e adolescenziale, e ai  “nuovi” giovani che desiderano far parte dei nostri gruppi.

2ª. Tappa dell’affidamento dell’identità cristiana: sezione dedicata in modo specifico ai giovani. Tappa in cui si segue  più esplicitamente il processo catecumenale, in diversi momenti (1ª. Tappa, 2ª. Tappa, 3ª. Tappa).

3ª. E’ la tappa dell’impegno: che punta  verso una scelta di vita, orientata in diversi cammini:  quello dei laici vincenziani adulti, quello dei missionari secolari vincenziani, quello dei membri della Congregazione della Missione o delle Figlie della Carità,  quello all’interno delle altre Associazioni di famiglia Vincenziana e quello di altre associazioni ecclesiali.        

Nella GMV ci sono queste tappe che conducono il giovane fino alla vita adulta e matura nella fede. Noi proponiamo itinerari di catechizzazione che in ogni paese si concretizzano in modi diversi. A questo punto desidero mettere in risalto che, sebbene gli itinerarai di educazione alla fede sono molteplici, dobbiamo puntare al fatto che essi siano SEMPLICI , CONCRETI, e soprattutto che partano e arrivino direttamente alla fonte, CHE VADANO ALL’ESSENZIALE. Sarà preferibile che questi itinerari partissero dalla famiglia, anche se oggi questo spazio assieme a quello della scuola si sta indebolendo sempre di più.

Siccome una nostra caratteristica più importante è la ECCLESIALITA’, non dobbiamo dimenticare gli itinerari liturgici che ci propone la Chiesa, (tempi dell’anno liturgico, sacramenti e celebrazioni domenicali).

In definitiva,  dobbiamo offrire ai giovani la possibilità di condividere la fede uniti agli altri credenti in  un ambiente di valori vivi,  di espressione e creatività nella celebrazione della fede come impegno concreto e vivo fino al cuore.

LE GRANDI LINEE DELLA FORMAZIONE

     Alcuni valori essenziali della formazione sono:

1.    La formazione non è qualcosa che si possiede, come se fosse un oggetto prezioso , ma come un processo dinamico e continuo, che dura tutta la vita.

2.    Nella GMV optiamo per una pastorale di processi, organica e sistematica, guidata da un progetto globale che  permetta ai nostri membri di  ottenere una identità personale, cristiana e vincenziana, forte e chiara. Questi processi devono essere pianificati, progressivi, valutabili e differenziati, secondo il livello di maturazione e del grado di impegno dei destinatari.

3.    Questi itinerari devono corrispondere alla integrità dell’esperienza cristiana, facendo attenzione alle dimensioni della persona, considerata come un’unità. Affichè sia così, tutti i nostri progetti e itinerari devono  percorrere quattro dimensioni importanti che corrispondano sia alle differenti dimensioni della persona, quanto alla natura, agli scopi e allo spirito proprio della nostra associazione: la maturità umano-cristiana, l’esperienza comunitaria ed ecclesiale, la spiritualità mariana-vincenziana e l’impegno sociale e missionario.

-       LA MATURITA’ UMANO CRISTIANA:

Non si può avere una maturità cristiana se questa non cammina alla pari con una maturità umana. Desidererei soffermarmi su questo punto. In una società di valori in crisi, non possiamo dimenticare che se vogliamo che i nostri giovani arrivino a essere maturi conviene insegnargli a:

¨      Sviluppare le loro potenzialità

¨      Prendere decisioni personali alla luce dei loro valori

¨      Discutere sempre la realtà mantenendo gli occhi, le orecchie e l’attenzione sempre vigilante sul mondo che li bombarda continuamente di informazioni.

¨      Avere il coraggio di accettare i propri errori

¨      Formarsi continuamente in modo che possano chiarire il loro progetto di vita

¨  Rimanere soli e coltivare il silenzio come preambolo della preghiera affinchè si rinforzi la fede e vivano “radicati in Cristo”...

-       ESPERIENZA MARIANA: “Maria, modello di cammino verso Dio”

     Dall’esperienza personale questi sono alcuni dei valori attuali che penso possiamo presentare ai giovani quando gli  parleremo di Maria, come modello di cammino per arrivare a Dio:

Ø      ASCOLTO INTERIORE che accoglie la Parola nel proprio cuore

Ø      Essere pienamente COSCIENTI della propria realtà,

Ø      Consegnarsi liberamente nelle mani di Dio, con piena FIDUCIA in Lui, nel suo potere e nell’azione salvifica di Gesù.

Ø      Essere SERVIZIEVOLI affichè Dio possa agire in noi

Ø      Desiderosi di  COMUNICARE  la vita che Dio ha dato a Maria e che porta nel suo seno

Ø      PREGHIERA di Maria dopo il riconoscimento di tutto quello che da Dio ha ricevuto.

-       IMPEGNO SOCIALE – MISSIONARIO (VINCENZIANO) :

         Siamo fortunati ad essere portatori del Carisma Vincenziano che pone attenzione sul servizio agli esclusi. Perchè “le forme”, gli stili… potranno passare di moda, ma non i bisogni, le necessità e quanto sia importante per Dio che facciamo una donazione agli altri.

         E’ una grazia aiutare i giovani a scoprire il servizio. Magari sapessimo invitare i giovani a impegnare tutta la loro capacità, energia, esperienza e intelligenza al servizio degli altri. Questa è una gioia profonda. Perchè quando si intuisce che si può essere utile a qualcuno, in modo semplice, si prova una soddisfazione straordinaria, profonda, che va al di là di se stesso.

Il servizio Vincenziano in America Latina deve cercare la trasfomazione sociale al di là dell’assistenzialismo, perciò è imprescindibile conoscere la dottrina sociale della Chiesa che ci invita a recuperare la dimensione pubblica e sociale della fede e ad entrare nel dialogo sincero con il mondo e i sui problemi. 

Come GMV dobbiamo sentirci liberi di agire nella società  in tutti gli ambiti in cui essa si sviluppa. Non siamo esclusivamente parte attiva della Chiesa, la trasformazione sociale dipende dalla nostra capacità di inseririci nella politica, nell’economia, nel sistema giudiziario, nell’organizzazione e formazione delle comunità in cui ci svilupperemo e nell’applicazione e inseguimento del progetto di sviluppo in modo da migliorare il servizio rendendolo più efficiente e continuo.

4. Questi itinerari hanno come ambito privilegiato di maturazione: il gruppo. Per la GMV la vita e il lavoro all’interno di un gruppo è qualcosa di più di un espediente metodologico; è un elemento di base in quanto nel gruppo i giovani incontrano uno spazio personale, di comunicazione, un luogo di crescita e comunione. Noi crediamo che il gruppo sia una mediazione privilegiata per:

-         l’inizio e la maturazione della fede,

-         il confronto della realtà con la Parola di Dio,

-         la conversione e l’esperienza della vita cristiana,

-         l’integrazione progressiva nella comunità cristiana più ampia,

-          l’impegno nei confronti dei Poveri e la Missione nello stile vincenziano.

-          La GMV pemette di:

-         vivere il DIVERTIMENTO in maniera sana (tempo libero, feste, veglie… contatto con la natura…)

-         facilitare il  discernimento spirituale,

-         affrontare  la sofferenza  (in una società in cui si cerca di evitare il dolore ricorrendo all’uso di droghe...)... 

Per ottenere una continuità efficace nel processo di formazione che si sviluppa nel gruppo attraverso le varie tappe, considerando l’integrità della persona, mi piacerebbe insistere su:

¨      Gli itinerai e materiali di formazione

¨      Formazione dei consiglieri e dei responsabili

ITINERARI E MATERIALI DI FORMAZIONE

I percorsi devono essere differenziati (secondo l’età, il livello di maturità e il grado dell’impegno dei destinatari);  contestualizzati (affinchè rispondano alla realtà di ogni continente, paese e zona, dei diversi ambienti in cui vivono i giovani) e acculturati (con il gusto e sapore di ogni cultura).  Non è la stessa cosa formare adolescenti di 11-12 anni, e giovani di 22-23 che sono già da tempo nell’associazione. Non è la stessa cosa formare giovani della capitale rispetto ad una zona rurale. Non è la stessa formazione quella che impartiremo ai membri dell’America Latina, Asia, Africa rispetto a quelli dell’Europa. Dobbiamo soddisfare situazioni plurime dei giovani di ogni paese… Ciò chiede discernimento, creatività e spirito di libertà.

Davanti a questa diversità culturale è anche necessario l’adattamento dei materiali di formazione a ogni realtà, è importante condividere i materiali, anche se non possiamo applicarli tali e quali come li riceviamo, occorre modificarli secondo le necessità di ogni paese.

FORMAZIONE DI CONSIGLIERI E RESPONSABILI

         Il documento presenta in modo abbastanza chiaro il compito dei consiglieri inerente alla formazione:

-       Veglia per l’esecuzione di buoni programmi di formazione e per la qualità del materiale catechistico,

-       Incoraggiare gli animatori: invitandoli ad assumere responsabilità formative e offrendogli una formazione specifica,

-       Supportare il cammino del gruppo per focalizzare obiettivi fondamentali

-       Offrire supporto personale ad ogni giovane

-       Aiutare i giovani ad elaborare il “progetto personale di vita”...

         Penso che la sfida principale della gioventù di oggi sia quella di SUSCITARE l’esperienza spirituale che nasce dalla vita, che sorprende, che fa intuire l’essenziale, che alimenta e che fa vivere.  In questa sfida, è importante insegnare ai giovani di diversa età, a riconoscere la sorgente che lo Spirito fa sgorgare nel cuore delle persone come dono fecondo.

         Per tanto, oggi, bisogna fare attenzione sia ai processi di formazione, sia ai programmi. Il processo si concentra più sulla persona, sulla sua autonomia e sul proprio cammino. Si passa da una verità appresa a una verità sperimentata, assimilata, convertita in convinzione personale. Proporre oggi la fede ai giovani non è tanto un problema di programmazione, ma è importante suggerire ad essi itinerari di vita e di sostegno al loro cammino.

         La formazione continua è imprescindibile per i  Consiglieri così come è importante conoscere quali sono le loro responsabilità, cioè le stesse che sono segnate chiaramente nel prospetto dei compiti dei Consiglieri. Affinchè il servizio sia efficiente, c’è bisogno di una formazione congiunta: i Consiglieri con i giovani devono cercare dei momenti che li possano arricchire e preparare ad assumere impegni con responsabilità a livello personale all’interno del gruppo.

E’ importante il ruolo del supporto, vorrei esaltare valori come L’ASCOLTO e L’ACCOGLIENZA. Sono daccordo con coloro che oggi assicurano che l’azione della pastorale richieda ascolto e accoglienza, con la stessa disponibilità con cui il Signore si fece compagno di viaggio dei due discepoli di Emmaus. “Saper restare” con i giovani richiede attitudini corenti: comprensione, empatia, dialogo e impulso missionario.

Queste sono le preoccupazioni che ho voluto condividere con voi per attivare questo lavoro. Sappiamo che fino ad ora ogni paese ha fatto il suo cammino formativo,  gli propongo di mettere insieme questa RICCHEZZA, affrontando queste sfide:

1-     Vivere la formazione  congiunta (consiglieri e giovani)

2-    Conoscere e applicare la dottrina sociale della Chiesa

Elaborare servizi in forma di progetti sistematici

EDURNE URDAMPILLETA

Membro Consiglio Internazionale GMV


[1] 1ª. Assemblea Generale Roma 2000, Documento finale; 2.1. Cfr. Gioventù Mariana Vincenziana, Aprendo la porta del Terzo Millennio, Ed. Grafica Don Bosco, Madrid 2001, p.99.

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